c/o Associazione Synthesis  329-1739422  010-314865

 info@irenecastellini.com

La sera del 14 novembre 1998, nello spazioso Auditorium di Chiavari, il sipario si è aperto su un nuovo palcoscenico: un pianoforte a coda intero, nero, era circondato a semicerchio, da poltrone in stile antico.

La pianista è entrata e, poco dopo, sette persone sono salite sul podio, accomodandosi sulle poltrone. L’artista, Irene  Castellini Dotti, dopo aver salutato il pubblico in sala ed essersi rivolte agli ospiti in scena, si è seduta al pianoforte recitando una poesia quasi sconosciuta di Klopstock, “Tombe precoci”.

Fece un piccolo gesto al termine della recitazione e subito iniziò una sonata di Haydn, che ben si addiceva al colore della lirica e dell’ambiente culturale nel quale il musicista tedesco aveva saputo esprimersi.

Così iniziò il primo tentativo di unire in un unico spettacolo la musica e la letteratura. In seguito, dopo alcuni anni di studi e di ricerche sull’ambiente culturale e sulla storia del costume e del teatro nei vari secoli, la pianista Irene Castellini Dotti ha deciso di proporre una manifestazione interdisciplinare che sappia attirare il pubblico ormai annoiato dalla solita “routine” del concerto di musica classica.

Uno spettacolo che faccia conoscere agli spettatori l’affascinante vita dei musicisti e la loro epoca storica; che mostri come accanto ad un grande artista, ci sia stata una grande donna.

Una nuova forma di teatro che permetta al pubblico non esperto di conoscere la vita artistica e privata di quei musicisti di cui normalmente si conosce soltanto il ritratto. Un teatro nuovo, difficile da attuare, poiché sono richieste varie qualifiche:

-          capacità musicali

-          conoscenze letterarie e capacità di scrivere testi per rendere più vivi i personaggi

-          approfondita conoscenza in materia di costumi e scenografia

-          capacità di sfruttare gli spazi del palcoscenico, così da rendere lo spettacolo visivamente vario, unitamente alle ombre e agli effetti di luce

 

Nel maggio del 2003, la pianista ha esordito in questa nuova forma di spettacolo nel centro medievale di Varese Ligure, interpretando la moglie di R. Schumann. Uno spettacolo che ha messo in luce la vita atroce del grande musicista, il suo rapporto con Clara e il burrascoso amore tra Clara Wieck e J. Brahms, allievo dello stesso Schumann.

Nonostante essi non siano presenti, attraverso la musica e le parole, questi personaggi emergono in tutta la loro grandezza ed umanità.

L’interprete, nel primo tempo, è in scena con una camicia da notte rosa, metà Ottocento, avendo ambientato in notturno la prima parte dello spettacolo. L’epoca fa riferimento a Clara, rimasta vedova da poco.

La seconda parte, invece, iniziante 15 minuti dopo a causa di una complicata seduta di trucco, cronologicamente si riferisce agli ultimi momenti di vita della grande pianista. Ormai sessantaduenne, vittima di un colpo apoplettico, aprendo un cassetto dalla toeletta, ritrova una vecchia lettera scrittale da J. Brahms. Ne legge alcune righe, poi ricorda e riflette sulla turbata avventura con lui e fa un pesante bilancio della sua vita. Muore in scena.

Lo spettacolo, che segue sempre questo filo, ha due versioni completamente diverse: pur concludendo con la morte della pianista, presenta se stessa e Schumann sotto una luce psicologicamente differente.

I testi, alcuni dei quali appartengono ai diari privati della famiglia Schumann, sono diversi e il repertorio è del tutto nuovo.

Infine, la scomparsa di Clara, secondo il momento psicologico che si è venuto a creare col pubblico, cambia ad ogni esecuzione.

 

SPETTACOLI PRONTI

Oltre al personaggio di Clara Wieck Schumann, interprete dello spettacolo “Due donne… un unico destino”, ha pronti i seguenti ruoli:

-          Gorge Sand, nello spettacolo “I dolori del cigno”

-          L’Ignota, nello spettacolo “Beethoven, filosofo innamorato”

-          La prostituta, nello spettacolo “Schubert sconosciuto”

Inoltre, ha in preparazione uno spettacolo dove interpreterà tre ruoli psicologici. Il titolo della manifestazione sarà: “Musica, fonte di vita, scintilla di morte”. Uno spettacolo ambientato ai giorni nostri, con differenti costumi e trucchi, secondo i ruoli. Lo spettacolo è diviso in tre tempi di 45 minuti l’uno e la musica si alternerà con la lettura e la recitazione di brani tratti dalla letteratura italiana e straniera e da testi propri.

Nello specifico, la prima figura rappresenta una giovane donna, che, vittima di un’infanzia terribile, si appresta, per lavoro, ad affrontare l’”Album della gioventù” di Ciaikovsky. Attraverso questa esecuzione e la “Prima sonata per la gioventù” d Schumann, ritrova il suo passato, qualche antico frammento sereno e, accettando ciò che la fanciullezza le ha posto davanti, riprende con maggiore fiducia il cammino verso il futuro.

Il secondo ruolo, di difficilissima realizzazione, tratta di una ragazza artistica che ritrova con la musica una momentanea apertura mentale.

Infine il terzo ruolo mostra un lato della musica che solo i musicisti possono conoscere: l’esasperazione. Un eccesso di bellezza e perfezione che è difficile da sopportare. Una costruzione armonica e melodica che ti porta alla follia e al desiderio di annientarti.

Nel caso di sostituzione improvvisa, si specifica che i ruoli di Clara Schumann e G. Sand sono disponibili subito.